Questa è una
piccola, davvero piccola, selezione di aggeggi di un’epoca passata, magari
ancora vivi e funzionanti, ma certamente non più usati come una volta perché
scalzati da altri di maggiore efficacia. È la vita, del resto.
Ma poiché hanno
fatto parte del nostro quotidiano, io oggi li voglio ricordare perché ad essi
sono legati momenti belli di una stagione passata della nostra vita.
***
Uno dei riti
dell’estate, nella nostra Italia decocacolizzata degli anni ’70, era la
produzione dell’acqua gassata. Avveniva ogni giorno, di ritorno dal mare, prima
di pranzo. Non che non esistessero cocacole e robe varie, ma non avevano la
diffusione esagerata che hanno adesso, erano più cose da festicciola in
terrazza.

Mio padre, come
gran sacerdote dell’acqua Idriz preparava la liturgia assicurandosi un tappo a
chiusura ermetica e la bustina con la polverina magica. Con un colpo secco di
polso versava la prima acqua nel lavandino per liberare il collo della
bottiglia, poi sventolava diligentemente la bustina per far sì che la polvere
non fosse pietrificata. Mentre l’aria si caricava di trepidazione, staccava un
lembo laterale della bustina e preparava la gettata.
Ed ecco il
momento.
- Papà
versa la polvere nella bottiglia e velocissimamente la tappa. - Dentro la bottiglia avviene il cambiamento di stato.
- Milioni di bollicine sprigionano gas a iosa.
-
- Ma la mano salda di mio padre ne blocca la fuga.
- Sono attimi.
- Papà capovolge la bottiglia affinché la polvere depositata in basso affiori.
- Altro gas si sprigiona e si espande.
- Vuole uscire ma no, non ce la fa.
- Dopo un minuto, non di più, l’acqua nella bottiglia si calma.
Adesso non è più
la liscia, molle acqua che stava nel frigo perché è stata trasformata in un
litro di gaia, vivida acqua Idriz. L’acqua dell’estate.
Che
naturalmente, vista la quantità esigua e la dimensione della famiglia, si
riduceva a un bicchiere a persona. Ma la bontà dell’acqua Idriz stava
soprattutto nel rito della preparazione.
L’acqua Idriz, detta
anche acqua frizzina, altro non era
che l’Idrolitina o la Cristallina, credo tuttora in commercio e corrisponde
alle miriadi di bevande gassate d’oggidì. E per finire:
Diceva l’oste al vino: Tu mi diventi vecchio,
ti voglio maritare all’acqua del mio secchio.
Rispose il vino all’oste: Fa’ le pubblicazioni,
sposo l’Idrolitina del Cavalier Gazzoni.
P.S. Esistevano
anche le bustine di bibite tipo l’aranciata e la limonata ma erano veramente
orrende. Anche allora.
P.S. 2 Un altro must dell’estate era l’Anice Unico dei
F.lli Tutone.
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