Seconda puntata della Piccola Bottega del Rigattiere.
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I ragazzini che
vanno in visita a casa dei propri nonni, non possono fare a meno di notare,
sulle librerie dei soggiorni, dei gran libroni numerati, tutti uguali e dallo
stesso titolo. Sono le enciclopedie, gli strumenti con cui i loro papà e le
loro mamme esploravano il mondo molto prima che arrivasse Google e un semplice
tasto di invio ci portasse a spasso
per il mondo conosciuto.

In realtà a casa
avevamo anche delle altre enciclopedie, tematiche, una sul mondo della Natura,
un’altra sulle scoperte della Scienza, un’altra ancora, splendida questa, sui
principali musei del mondo. Per cui, se la ricerca verteva su qualcosa che potevo
trovare su queste enciclopedie alternative, il giorno dopo il figurone era
assicurato, diversamente avrei fatto la mia onesta ricerchina.
Naturalmente,
prima dell’avvento della più grande scoperta del Novecento – e non mi riferisco
al computer ma al copia-e-incolla – le ricerche venivano portate sulla pagina
scritta in un solo modo: a mano. Praticamente il copia-e-basta. Ripenso ancora
ai piacevoli pomeriggi passati a fare le ricerche. Un po’ meno piacevole era il
momento della trascrizione ma solo perché a un certo punto la mano non ce la
faceva più a maneggiare la penna e reclamava il meritato riposo, che non
arrivava se non a ricopiatura avvenuta. Spesso, nella frenesia di fare un buon
lavoro, sbagliavo e allora, per non portare un lavoro fatto male, ricominciavo
daccapo, per cui finivo tardi di ricopiare, che era già ora di andare a letto.
Ogni tanto do
un’occhiata alla vecchia Universo, ancora pigramente adagiata su una libreria a
casa dei miei. È commovente. Mancano un sacco di voci. Manca Leonardo Sciascia,
papa Wojtyla, l’11 settembre, il Viagra e molte altre cose; uomini e donne
della nostra epoca, fatti storici che noi abbiamo vissuto, invenzioni, scoperte
e ritrovati vari.
P.S. Un amico
fedele dei miei pomeriggi era anche l’Atlante geografico. Lì compii i miei
primi viaggi intercontinentali e imparai decine di capitali del mondo, che
tuttora ricordo.
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