domenica, ottobre 04, 2009

FRANCESCO D’ASSISI



Non ho nessuna – ma proprio nessuna – simpatia per il culto dei santi, che invece Santa Romana Chiesa continua a tenere in vita. Mi sembra un surrogato di fede talmente basso e di scarso spessore, anche morale, che preferisco non commentare. Naturalmente faccio salva la buona fede di tante persone che dal profondo del loro cuore sentono amore vuoi per Padre Pio, vuoi per Rita da Cascia (mia madre tra quelli), vuoi per Antonio da Padova e per tanti altri.
Eppure tra tutti i santi ce n’è uno che mi incanta ed è il vecchio Francesco d’Assisi. Intanto perché mio padre da bambini ce ne parlava e ci leggeva il Cantico delle Creature; mi piacevano da morire le parole strane (mentovare, ennallumini, robustoso) e mi sganasciavo dal ridere al passo che diceva Et ellu è bellu. Parlava agli uccelli, ammansiva lupi, roba mica da ridere, comunque. Poi perché era figlio di Pietro di Bernardone, nome che alle elementari mi faceva scompisciare. Trovo che sia una figura – Francesco non Pietro – talmente moderna da sembrare ormai fuori moda da un pezzo. Mi spiego. Questo tizio, un ragazzo all’epoca, rinunziò a tutto quanto – ed era tanto – quello che possedeva per rifugiarsi tra le braccia di Madonna Povertà. La povertà, quindi, come opzione che diventa stile di vita. In un’epoca – la nostra – dove avere è tutto, un tipo come Francesco è moderno perché è di rottura. Di palle sicuramente. Puntare il dito contro l’accumulo di capitali, che genera ingiustizia sociale e disuguaglianza è di certo una cosa molto scomoda in un tempo in cui il possedere è tutto e pensare agli altri è roba da dame di carità; vestirsi di sacco nel momento in cui lo sfoggio delle vesti migliori è elevato a sistema è certamente di rottura; alzare la voce contro una Chiesa che, esattamente come il mondo, sta dalla parte dei ricchi (benché a parole sia il contrario), oggigiorno sarebbe eversivo.
Ah, se tornasse Francesco!
Beh, se tornasse Francesco verrebbe messo alla gogna mediatica, processato e dichiarato colpevole. Se tornasse Francesco, la sua voce verrebbe soffocata dalle grida scomposte di tanti che hanno i valori cristiani solo per poterli sbandierare in favore di telecamera – che è sempre meglio che metterli in pratica. Se tornasse Francesco verrebbe sospeso a divinis.

***


Altissimu, onnipotente bon Signore,

Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.


Ad Te solo, Altissimo, se konfano,

et nullu homo ène dignu te mentovare.


Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,

spetialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatione.


Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:

in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.


Laudato si', mi' Signore, per frate Vento

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.


Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.


Laudato si', mi Signore, per frate Focu,

per lo quale ennallumini la nocte:

ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.


Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.


Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore

et sostengono infirmitate et tribulatione.


Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,

ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.


Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,

da la quale nullu homo vivente po' skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;

beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,

ka la morte secunda no 'l farrà male.


Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate

e serviateli cum grande humilitate..



sabato, ottobre 03, 2009

MINCHIATINA


Giacché attraverso un periodo di blackout, vi sbatto calda calda una bella minchiatina di coq baroque - con tutto il rispetto. (Sì ma cliccate sulla figura sennò non si capisce una bella cippa)

Buon weekend.

domenica, settembre 27, 2009

giovedì, settembre 24, 2009

IO STO COI RAGAZZI DEL GANDHI


Bei tempi, quelli della Moratti. Come Ministro della Pubblica Istruzione, voglio dire. Anzi, solo dell’Istruzione. La prima cosa che fece da ministro fu quella di togliere quell’inutile aggettivo: pubblico. Fu un pessimo ministro, la Moratti. Eppure, nell’epoca di Maria Stella Gelmini, la nullità tonante del governo italiano (no, perché gli altri…), ho come un leggero, contenuto rimpianto per i tempi della Moratti, quando andavo a Roma coi miei colleghi dei Cobas della Scuola e facevamo di quelle belle manifestazioni davanti al Ministero in Viale Trastevere. Altri tempi. Adesso che agli insegnanti è vietato fare politica, tutti allineati e coperti.
Poi la letizia di tutti gli insegnanti d’Italia si è ritirata nella sua Milano, la Milano da bere. Fa il sindaco – non so se bene o male – ed è molto defilata rispetto alla grande politica italiana, quella dei Bondi e dei Brunetta, dei Gasparri e dei Capezzone ma soprattutto del più grande Presidente del Consiglio, da Romolo ai nostri giorni. Remolo compreso.
Ieri sera Letizia nostra ha anche esordito come attrice. Sì, in un teatro di Milano stava interpretando, in inglese, un testo su Abramo Lincoln. In tempi di grande tolleranza e apertura verso l’Altro, fa bene richiamare alla mente questo padre della democrazia, colui grazie al quale la schiavitù venne abolita negli Stati uniti d’America, subito dopo la Guerra Civile. Chissà cosa penserebbe oggi il vecchio presidente del pacchetto sicurezza degli amici di Letizia, la stessa che ora legge Lincoln.
Ma vabbè, bando alle minchiate e torniamo al fatto. Allora, dicevo, la Moratti, sul palco, alta, ritta, in bianconero, orchestramunita, si appresta a leggere il testo. E lo fa, anzi, lo inizia, perché a un dato momento alcuni giovani in platea cominciano a urlare, a inveire contro il sindaco. “Hanno fatto l’inferno”, diremmo a Girgenti.
Perché tutto ciò? Ho letto l’episodio. Questi ragazzi sono studenti – a questo punto ex studenti – del liceo serale Gandhi di Milano. Ai quali è stata chiusa la scuola. Non so perché, lo ammetto, non lo so. Immagino per motivi economici. Ma la chiusura di una scuola è sempre una sconfitta per tutta la società, questo lo so. Certo, per frequentare una scuola serale, niente niente sono figli di operai, i genitori non hanno la fabricheta, al mattino lavorano per pagarsi la vita e alla sera, credendo di vivere in un paese civile dove queste cose vengono riconosciute come merito, vorrebbero frequentare la scuola. E invece no, la scuola viene chiusa. E alé, andare. Hanno chiesto spiegazioni, i giovani del Gandhi, ma non le hanno ricevute. Come non sono stati ricevuti dal sindaco quando le hanno chiesto udienza; come non hanno avuto nessun cenno quando hanno fatto le lezioni in piazza o le manifestazioni davanti al Comune di Milano. Sicché hanno deciso di inscenare questa manifestazione nonviolenta – del resto, vanno al Gandhi – e hanno bloccato il sindaco neoattore.
Perché non sono stati ricevuti? Perché non hanno dato loro spiegazioni? Perché hanno chiuso il Gandhi? “Perché?”, continuava a ripetere ieri la ragazza ricciuta dalla platea. “Perché non posso studiare?” Allora, sindaco Moratti? Vuoi scendere da quel cazzo di palcoscenico e rispondi a ‘sta povera creatura, sì o no, porca puttana? Perché avete chiuso il liceo serale Gandhi di Milano?
“È la democrazia” – pare abbia commentato la Moratti ritornando sull’accaduto. È vero, è la democrazia, esattamente come chiudere una scuola senza dare spiegazioni a nessuno.

martedì, settembre 22, 2009

CIAO WESS

No, vedi, ci sto rimanendo troppo male.
Vero è che l'avevamo perso di vista decenni fa, però non bisogna mica morire per ritornare alla ribalta...
Qualche anno fa ci era ritornato in mente per via di una pubblicità con telefonini e calciatori e soprattutto quella canzone: E non ci lasceremo mai… Che poi si intitolava Un corpo e un’anima. Arrivò prima a Canzonissima
È morto Wess.
Sì, Wess, Wess Johnson, quello di Wess e Dory Ghezzi è morto proprio oggi, stanotte. Wess and the Airedales.
Ciao, Wess.